Le Comunità
Il progetto educativo | I tre pilastri
I tre elementi su cui poggia la vita concreta della Comunità, i tre fondamentali pilastri che la rendono coerente a se stessa, sia pure nel cambiamento sono la formazione di sé ,il lavoro e la cultura. Sono gli aspetti che fanno parte della lenta e laboriosa ricostruzione dell'individuo. Non è possibile pensare di ricomporre i tasselli della propria esistenza, se non si riesce ad armonizzare dentro di sé questi tre elementi.
Ognuno di questi tre pilastri ha una sua funzione insostituibile: sono come le colonne che sostengono un tetto, senza le quali tutto crolla...
LA FORMAZIONE DI SE'
La formazione di sé é l'elemento centrale verso cui tutto converge.
Lo scopo della Comunità é quello di formare i suoi membri e non certamente quello di fornire loro un titolo di studio o insegnare un mestiere.
Un giovane é pronto a lasciare la Comunità non quando é diventato sufficientemente bravo nel lavoro o ha imparato un certo numero di cose, ma quando ha plasmato se stesso in modo sufficiente, cioè quando si é formato (= ha preso forma) abbastanza da poter affrontare da solo le nuove situazioni.
![]()
In Comunità il processo formativo, pur nella sua complessità, si svolge secondo una linea precisa. E' fondamentalmente un processo dall'esterno verso l'interno: si chiede una modifica immediata del comportamento, ma non fine a se stessa quanto piuttosto come tappa verso il raggiungimento di una situazione di equilibrio e coerenza tra questo comportamento e le motivazioni e i valori che lo sorreggono.

I mezzi che la Comunità adopera per fare formazione sono diversi:
Mezzi "formali":
• riunioni (dinamiche di gruppo)
• colloqui individuali
• conferenze
Mezzi "non formali":
• dialogo informale
• momenti ricreativi (dopocena...)
• pasti comuni
• lettura personale
• attività sportiva
In generale tutta l'organizzazione é formativa e pensata per questo scopo: il lavoro in gruppo e non da soli, la struttura gerarchica, il rapporto tra ragazzo nuovo e responsabile diretto
Al processo formativo partecipano alcuni casi anche elementi più specificamente "professionali" come interventi di psicoterapia individuale o di gruppo.
IL LAVORO
Il lavoro nel metodo della Comunità é inteso fondamentalmente come un mezzo di crescita interiore e non solo come un mezzo di sostentamento: il modo, i tempi e i ritmi del lavoro comunitario sono dettati più da considerazioni educative che non produttive.
Nel primo periodo della vita comunitaria il lavoro manuale ha anche la funzione di impegnare la mente in modo che non sia libera di "viaggiare" indisturbata, situazione questa molto dannosa e che generalmente provoca l'abbandono del proprio cammino o comunque una situazione di crisi.
Ancora nel primo periodo il lavoro ha una funzione "fisica", nel senso che é di grande aiuto per superare gli strascichi della disintossicazione e recuperare un tono muscolare adeguato e un ritmo sonno-veglia regolare.
Nel proseguo del percorso il lavoro assume funzioni più raffinate: strumento di conoscenza di se stessi, di costruzione della volontà, di comunicazione con gli altri, di educazione alla pazienza, di sviluppo del senso pratico, di riappropriazione della realtà, di scoperta di capacità organizzative, banco di prova per la nostra capacità di essere creativi all'interno dei vincoli che la vita ci pone...
LA CULTURA
La Cultura é il terzo pilastro della vita comunitaria.
E' intesa nel senso di conoscenza del mondo che ci circonda, del pensiero degli altri, delle problematiche che riguardano la nostra società. E' fondamentalmente apertura al mondo, negazione dell'atteggiamento tipico del tossicodipendente (e non solo) di suddividere il mondo in due parti nette: "ciò che mi interessa" e "ciò che non mi interessa".
La Comunità propone un selezionato programma culturale come leva per scardinare questo tipo di mentalità, prima ancora che come l'occasione per fornire nozioni utili nella vita di ogni giorno. I due obbiettivi non sono affatto in contraddizione, ma, come nel caso del lavoro l'obbiettivo formativo ha la prevalenza su quello pratico, così nel caso del programma culturale lo sradicamento della mentalità chiusa in se stessa del Tossicodipendente ha la preminenza sulla volontà di fornire strumenti culturali per agire sul mondo.
Si fa cultura in comunità in molti modi: attraverso i momenti istituzionali delle lezioni (tenute dagli stessi ragazzi, o da persone esterne), delle conferenze, dei corsi professionali, e attraverso quelli meno istituzionali come i dialoghi personali, le discussioni comuni durante i pasti o le riunioni, il coinvolgimento degli ospiti, la lettura personale (che viene molto incoraggiata), i film...
Ciascuno é stimolato ad allargare i propri orizzonti a partire da quella che é la sua realtà, senza alibi inutili ("io non so nulla"; "sono ignorante"; "ho solo la quinta elementare"...).
A partire dal proprio livello di cultura (molto vario in comunità) ciascuno può e deve andare oltre.