Doppia diagnosi

Progetto sperimentale di riconversione specialistica per l’inserimento in Comunità Terapeutica di tossicodipendenti con problematiche psichiatriche

 

Il progetto è rivolto a soggetti con tossicodipendenza accertata da oppiacei, alcolici o sostanze stimolanti con compresenza di uno dei disturbi mentali diagnosticati sul II asse del DSM IV, oppure sull’asse I limitatamente a quelli sotto elencati (con eccezioni da valutare caso per caso):

  • disturbi dissociativi;
  • disturbi dell'umore;
  • disturbi d'ansia;
  • disturbi del comportamento sessuale.

Il progetto è rivolto all’inserimento e/o trattamento successivo in Comunità Terapeutica di soggetti in un numero massimo di 6 (sei) presenze contemporanee nella struttura residenziale, con possibilità di reintegro degli utenti dimessi sino al ristabilimento del tetto, sino ad un massimo di 12 inserimenti per anno.

In risposta alle esigenze del territorio, il progetto si propone di realizzare una integrazione sinergica del Servizio Sanitario Nazionale, specificamente del Servizio Tossicodipendenze della ASL N° 8 della Sardegna, con una realtà del Privato Sociale, specificamente l’Associazione Mondo X – Sardegna, con la prospettiva di ripensare non solo agli assetti organizzativi delle comunità ma anche a modalità di interfacciamento pubblico-privato in funzione della risposta alle specifiche esigenze dell’utenza di cui al paragrafo 2.1.

Gli obiettivi generali di tale integrazione, da realizzarsi sia a livello di definizione di procedure certe e condivise nella gestione dei pazienti, sia nell’attivazione di una rete di supporto specialistico all’attività della comunità residenziale, sono:

  1. trasferimento, tra i due servizi, di competenze professionali ed esperienze per i casi di tossicodipendenti con comorbilità psichiatrica;
  2. raggiungimento di una significativa efficacia terapeutica nel trattamento;

Gli obiettivi specifici sono, invece:

  1. facilitazione della fase di disintossicazione come effetto della diagnosi precoce e della conseguente compensazione farmacologica (miglioramento degli indicatori di aggancio);
  2. facilitazione della fase di inserimento residenziale come conseguenza dell’adattamento del programma comunitario alle esigenze della patologia specifica (abbassamento della soglia di ingresso, aumento della ritenzione);
  3. facilitazione, all’interno del percorso comunitario, dell’integrazione con il gruppo dei pari e diminuzione dello stigma sociale ed emarginazione tramite ristrutturazione organizzativa della comunità terapeutica che comprende:
  4. creazione di momenti organizzativi/dinamici nei quali gli utenti con maggiore responsabilità e capacità di rielaborazione vengano coinvolti nelle definizione di un adattamento del programma terapeutico al soggetto con doppia diagnosi;
  5. adattamento delle regole comunitarie per cui l’anzianità di permanenza nella struttura non diventa la variabile centrale nel conferimento di ruoli e responsabilità, andando verso una maggiore valutazione soggettiva delle tappe del percorso degli utenti.
  6. creazione di gruppi dinamici che coinvolgano in modo più trasversale gli ospiti della Comunità per favorire comprensione e adattamento reciproco tra gruppo e soggetti con seconda diagnosi psichiatrica, nel rispetto dei relativi tempi di guarigione;
  7. compensazione farmacologica della patologia psichiatrica specifica (con controllo sintomatico) ed eventuali modificazioni profonde dei vissuti emotivi e comportamentali che determinano lo squilibrio attraverso un trattamento psicoterapico;
  8. presa in carico della problematica familiare, anche attraverso l’inserimento di almeno un genitore nei gruppi di terapia (e, eventualmente, nei gruppi di autoaiuto) per familiari di tossicodipendenti presenti al Ser.T.;