OLTRE LA DROGA E L’AIDS – L’ALTRA “VITA” DI GIANFRANCO noto “Pipetta” – di Luciana Marotta

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Tutti i prodotti potranno essere ordinati chiamando il numero di telefono della Comunità di S’Aspru 079836002 e sarà possibile ritirarli presso la stessa Comunità oppure, a richiesta, tutti i sabati dalle 9,00 alle 13,00 presso il nostro Centro di Accoglienza in piazza Sant’Antonio, n. 15 – Sassari.

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Descrizione

Sono stati necessari 30 anni perché Luciana Marotta riuscisse a dar voce allo strappo del suo cuore: la morte di suo fratello Gianfranco.

Gianfranco è stato la sua croce e delizia. Fratello amato che dopo un passato di tossicodipendenza ha finalmente deciso di affidarsi a Mondo X – Sardegna.

Luciana ha scelto di non raccontare nel suo libro il passato di Gianfranco schiavo delle sostanze; ci ha fatto dono del tempo migliore di Gianfranco: dalla sua decisione di rinascita alla serenità di affidare la nuova Vita a Dio e alla Madre.

Gianfranco arriva nell’estate del 1983 a S’Aspru, e inizia il suo percorso partendo dal ritorno alla terra, agli animali, a S’Aspru fino al Capodanno del 1985, vissuto nel convento di Fonni e nell’allegria condivisa con gli altri ragazzi sulle cime innevate del Monte Spada. Al ritorno da quella “trasferta” iniziano i malesseri di Gianfranco: il 1985 è l’anno horribilis dell’espandersi dell’infezione dell’AIDS in Sardegna, allora ancora sconosciuta ma ben presto svelata nelle Comunità di Mondo X – Sardegna,  grazie alla sensibilità scientifica di un giovane medico che visita per primo Gianfranco.

La peste del secolo ha colpito i giovani delle comunità: il 52% di essi sono sieropositivi e Gianfranco ha valicato il limite diventando il primo malato di AIDS fra loro.

La malattia evolve velocemente e Luciana “regala”, i primi giorni di dicembre, all’amato fratello una personalissima Messa di Natale: padre Salvatore la celebra nella stanza in  cui Gianfranco è ricoverato e dove la sua vita va spegnendosi e  Gianfranco serenamente ricevette i Sacramenti. Il 4 dicembre 1985, alle ore 21,30 circa, Gianfranco chiuse gli occhi e ci lasciò senza dire una parola.

Il dolore di Luciana è quanto di più generoso possa essere condiviso con chi legge ciò che lei ha raccolto: le parole di padre Salvatore, le sue personali emozioni, gli articoli scritti da Gianfranco nei giorni della Comunità e i messaggi che i suoi fratelli gli  inviavano in Ospedale quando la malattia lo portava via.

Una testimonianza di generosità per chiunque abbia bisogno di credere nella rinascita ma soprattutto per chi non sa neppure di averne bisogno ma nel leggere questo libro riscopre la speranza.